FANTASMI URBANI. LA MEMORIA DEI CINEMA DI ROMA

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Roma, la città del cinema, rischia di non essere più anche la città dei cinema, segnata com’è da un’escalation incontrastata di chiusure e trasformazioni selvagge che ha portato alla scomparsa di più di 100 cinema nei soli ultimi quindici anni. La chiusura e la sparizione dei cinema rappresentano una sconfitta per l’intera collettività, una perdita profonda e insanabile di un inestimabile patrimonio identitario di storia, socialità e cultura, e spesso anche di arte e di architettura, depositario di memorie, costumi e abitudini del nostro vivere che non si è stati in grado di tutelare. Chiusi, abbandonati, degradati o trasformati in altro, oggi questi cinema sono diventati i ‘fantasmi urbani’ che popolano Roma. Il libro di Silvano Curcio (pubblicato da Palombi Editori) è dedicato al loro racconto con l’intento di recuperarne e condividerne la memoria e al tempo stesso di lanciare un ultimo SOS per la salvaguardia dei cinema superstiti, indicando altresì criteri di indirizzo per agire a tal fine. In questa direzione si snoda il filo della narrazione; un articolato percorso di ricomposizione della memoria di oltre 160 ex cinema: da quelli del Centro storico e dei quartieri moderni, fino alle sale delle periferie e ai cineclub.

Silvano Curcio, architetto, insegna ‘Management dei patrimoni immobiliari e urbani’ all’Università Sapienza di Roma. Ha curato e diretto nel 2013 il docufilm di inchiesta ‘Fantasmi urbani’, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, che per la prima volta ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni critiche in cui versano alcuni cinema di Roma.

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