
Il documentario di Valerio Ciriaci ‘Elvira Notari. Oltre il silenzio’, presentato in anteprima alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, arriva in un periodo particolarmente significativo, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Elvira Coda Notari (1875-1946). Di origine salernitana ma napoletana d’adozione, prima regista di cinema in Italia e una delle prime al mondo, fondatrice insieme al marito Nicola Notari della casa di produzione cinematografica Dora Film, Elvira Notari è un personaggio straordinario di cui il documentario ripercorre la vita e la prolifica attività. Di lei rimangono solo pochi film, ma la sua produzione fu ricchissima (tra il 1906 e il 1929 si contano 60 lungometraggi, nonché molti documentari e cortometraggi con i quali la coppia aveva intrapreso il percorso nella nascente industria cinematografica). Un’azienda, quella dei Notari, a conduzione familiare, visto che non solo riguardava Nicola ed Elvira, ma anche il loro figlio Eduardo, coinvolto nella recitazione in alcuni film insieme ad altri familiari ed amici. Nella società patriarcale del tempo, i personaggi femminili dei film di Elvira erano particolarmente forti, incisivi, in grado di tenere testa ai loro compagni pagando spesso con la morte. La Notari girava per lo più a Napoli e raccontava la città degli umili, interessata a dipingere uno spaccato realista e focalizzando l’attenzione sulle ingiustizie sociali. I suoi film attraversarono l’oceano e arrivarono negli Stati Uniti, dove vivevano migliaia di immigrati italiani. I film che possiamo vedere oggi sono ‘A santanotte’ (1922), ‘È piccerella’ (1922) e ‘Fantasia ‘e surdate’ (1927).


‘È piccerella’ (1922)

‘A santanotte’ (1922)
L’affermazione del fascismo in Italia cambiò il destino di Elvira Notari. I suoi film erano invisi al regime, proteso a promuovere l’immagine di un’Italia forte e maschilista, e furono censurati. La Dora Film chiuse i battenti e da allora scese l’oblio sulla regista.
Cosa successe dopo, lo racconta il documentario di Ciriaci attraverso una ricerca sensibile e accurata da parte degli studiosi che hanno reperito negli anni materiali e informazioni preziose sul conto della regista. Dopo decenni nel dimenticatoio, finalmente la figura di Elvira Notari viene messa in evidenza grazie anche alle numerose iniziative in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, come la rassegna ‘Elvira 150’ promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto Cohousing Cinema Napoli, ideato e organizzato da Parallelo 41 produzioni con Centro Sperimentale della Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con Cineteca di Bologna. Ad Elvira Notari è stata dedicata anche una bacheca nella mostra ‘InVisibili. Le pioniere del cinema’ all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma.

Elvira e Nicola Notari
Ecco una riflessione del regista Valerio Ciriaci in occasione della presentazione del documentario a Venezia:
“Sin dall’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’eredità di Elvira Notari sono stati i silenzi che circondano la sua storia. Oltre ai tre film superstiti e a frammenti sparsi, non resta quasi nessuna testimonianza diretta: nessuna lettera, nessun diario, solo alcune fotografie sfuggenti attraverso cui provare a intravedere la donna dietro l’artista e l’imprenditrice.
Eppure, la riscoperta della sua opera, iniziata negli anni Settanta in ambito accademico, è cresciuta fino a diventare una più ampia rivalutazione della sua importanza storica e artistica. Studiose, artisti e ricercatori recuperano proprio le qualità che un tempo l’avevano relegata ai margini, trasformando i vuoti della sua storia in una fonte per nuove interpretazioni e opere.
Il nostro film nasce dentro questo movimento, con la speranza di restituire a Elvira Notari il riconoscimento che merita e che le è stato negato troppo a lungo”.



