PERDUTAMENTE TUA. TORNA IL CICLO ‘L’ETERNA ILLUSIONE’

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I grandi classici del cinema dal 1927 al 1967 tornano a Roma con il ciclo ‘L’eterna illusione’. Dal 21 settembre al Cinema Quattro Fontane la domenica mattina è dedicata ai film della Hollywood classica.

Ecco la presentazione del percorso ‘Perdutamente tua’ dei curatori Cesare Petrillo e Simone Ghidoni:

“Un pregiudizio fastidioso e tenace ha sempre tenuto prigionieri critici e storici del cinema, in particolare quelli italiani. Una forma legata all’amore rappresentato sullo schermo, la sua nascita, i suoi sviluppi. L’amore al cinema è roba da donne e poco importa che sia stato un tema fondamentale nell’opera di tanti grandi, da Max Ophüls a Ernst Lubitsch, da Billy Wilder a David Lean, passando per François Truffaut e anche per qualche italiani. Vengono in mente Visconti e Antonioni.
L’amore, per sua natura irrazionale, è il sentimento più difficile da spiegare a se stesse. Nella vita vera. Figuriamoci l’amore inventato, quello immaginario. Raccontarlo al cinema – o in letteratura – è un’impresa improba: significa afferrare l’impalpabile, l’impercettibile e tradurlo in immagini senza fare proclami. Se l’odio si mette in scena con pistole, duelli, inseguimenti e delitti, l’amore espresso con i baci, le carezze, le passeggiate mani nella mano, diventa dozzinale, è da diabete. Una delle scorciatoie migliori è traslarlo, renderlo attraverso racconti d’avventura, o noir, o musicali. Una storia serve a celarne un’altra. David Lean ne ha in abbondanza. La sua grandezza è nell’inafferrabile, nel non detto, nella banalità del caso, nello sguardo dei personaggi, nella scelta musicale, nei tagli temporali, negli ambienti dove avvengono i sette incontri del breve incontro. Anche Lubitsch racconta invariabilmente l’amore. La chiave è la commedia, gli ambienti sono chic e rarefatti, ma cambiano le situazioni, i confini del desiderio.
Quando Jean Renoir parlava dei colleghi americani, indicava McCarey come il più sensibile: “nessuno come lui conosce l’animo umano”. Aveva in mente senz’altro ‘Cupo tramonto’ e ovviamente ‘Un grande amore’. Disperato o felice, appassionato o tenero, adulto o acerbo, crudele, omicida, folle, accidentato, l’amore al cinema è necessario, fondamentale. Basta abbandonarsi e credere una volta in più nei grandi registi, attori e scrittori”.

Vedi il programma sul sito www.circuitocinema.com nella sezione RASSEGNE.

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