
Simone Liberati è il protagonista del film ‘I colori della tempesta’, liberamente ispirato alla straordinaria storia di Pasquale Rotondi (Arpino, 12 maggio 1909 – Roma, 2 gennaio 1991), il sovrintendente che salvò circa 10.000 opere d’arte italiane – tra cui ‘La tempesta’ di Giorgione e la ‘Cena in Emmaus’ di Caravaggio- durante la Seconda Guerra Mondiale. Diretto da Roberto Dordit, il film vede tra gli interpreti Antonio De Matteo, Lia Grieco e Victor Carlo Vitale.
Durante la Seconda guerra mondiale, chi furono i ‘Monuments Men’ italiani che salvarono il nostro patrimonio artistico? Nonostante l’immensa ricchezza culturale del Paese, erano pochi, per lo più giovani funzionari animati da un profondo senso del dovere. Tra loro spicca la figura di Pasquale Rotondi, che salvò migliaia di opere d’arte sottraendole ai bombardamenti e alle razzie naziste.
Nel 1939 divenne sovrintendente alle Gallerie e alle Opere d’Arte delle Marche e Rotondi fu incaricato dall’allora ministro Bottai di individuare dei rifugi ideali nel territorio per proteggere le opere d’arte: tali luoghi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. La loro posizione e le caratteristiche architettoniche li resero depositi perfetti, tanto da accogliere non solo i capolavori marchigiani, ma anche quelli provenienti da Venezia, Milano e Roma, preservandoli dalle devastazioni della guerra. Nel 1943, rimasto senza il sostegno delle istituzioni, privo di mezzi e di un’autorità in grado di proteggerlo, Rotondi dovette affrontare da solo la difficile missione di difendere il più grande concentramento di opere d’arte mai raccolto in Italia. Al suo fianco rimasero soltanto la moglie Zea, l’autista Augusto e un piccolo gruppo di custodi e Carabinieri, uniti dalla determinazione di preservare un patrimonio unico al mondo, destinato a sopravvivere alla guerra grazie al loro coraggio e al loro straordinario senso di responsabilità.






