LA PROMESSA DELL’ALBA, LA VITA DI ROMAIN GARY

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La promessa dell’alba‘, adattamento cinematografico dell’opera di Romain Gary, arriverà nelle sale italiane il 14 marzo. Dalla Polonia degli anni ’20 al Messico degli anni ’50, da Nizza a Parigi e nella Londra dei bombardamenti, il film racconta un’epopea spettacolare e intima che vede protagonisti inseparabili la volitiva e appassionata Nina (Charlotte Gainsbourg) e l’adorato figlio Romain (Pierre Niney). Insieme, madre e figlio affronteranno mille peripezie per compiere il destino di Romain e garantire al giovane un ruolo di rilievo nella società francese.

Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev, 1914-1980) è uno dei più famosi romanzieri francesi e unico scrittore ad aver vinto due volte il premio Goncourt per la letteratura francese: il film ripercorre dalla sua infanzia in Lituania e l’adolescenza trascorsa a Nizza, ai suoi anni da studente a Parigi e alla sua esperienza come pilota durante la seconda guerra mondiale. Nei panni dello scrittore c’è Pierre Niney, mentre ad interpretare la madre di Gary, figura chiave nella sua vita, è Charlotte Gainsbourg.
In Italia il romanzo ‘La promessa dell’alba‘ è stato pubblicato da Neri Pozza nel 2006 (e nella collana Beat Bestseller nel 2017).

“‘La promessa dell’alba’ è un racconto picaresco -racconta il registra Eric Barbier- un romanzo di avventura e di iniziazione che ripercorre 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre, i quali si imbattono in una vicissitudine dopo l’altra, viaggiando di paese in paese. La loro vita è un susseguirsi di occasioni afferrate o mancate, di incontri, di azzardi finiti bene e di azzardi finiti malamente. È una sovrabbondanza di situazioni. Gary ha strutturato il romanzo in tre grandi atti: l’infanzia nell’Europa dell’Est, l’adolescenza in Francia e l’età adulta durante la guerra ma spesso, durante il racconto, troviamo dei momenti in cui si va avanti e indietro nel tempo: Gary lega così tra di loro le differenti epoche e ciò gli permette di analizzare e sviluppare diversi temi, idee e riflessioni sul suo passato. La narrazione nel film risulta organizzata in un modo più classico rispetto al libro: questo espediente è stato necessario per dare maggiore risalto alla dimensione epica e iniziatica della storia narrata, volevo che lo spettatore potesse seguire tutto nel modo più semplice possibile”.

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