TURNER, STORIA DI UN ARTISTA BURBERO E GENIALE

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Non parla, bofonchia. Addirittura qualche volta grugnisce. E’ misantropo, egoista e dispettoso, eppure è uno dei più talentuosi artisti al mondo, capace di imprimere sulla tela una rara soavità nella creazione dei paesaggi. Così l’attore Timothy Spall interpreta William Turner, il ‘pittore della luce’ inglese vissuto tra Sette e Ottocento, nel film ‘Turner’ diretto da Mike Leigh. La pellicola racconta la vita dell’artista a partire dai primi anni del XIX secolo, quando –ormai adulto– Turner vede morire l’amatissimo padre e rimane solo a vivere con la domestica Hannah (Dorothy Atkinson), invaghita di lui e per questo disposta a sopportare i suoi modi scorbutici nonché i suoi appetiti sessuali. Uomo poco avvezzo ai modi gentili e al corteggiamento, vive un rapporto difficile anche con l’ex amante e le figlie, che non abitano più con lui e che lo accusano di tirchieria. Alla Royal Academy of Arts di Londra i colleghi lo stimano per il suo straordinario talento, ma al tempo stesso disprezzano la sua scontrosità. Durante uno dei suoi numerosi viaggi, in cui cerca di cogliere la luce delle marine per trasporla nelle sue opere -al punto da farsi legare all’albero maestro di una nave durante una tempesta- il pittore incontra la vedova Sophia Boot (Marion Bailey) l’unica donna con la quale riesce ad instaurare un rapporto cordiale che sfocia in una relazione tenuta nascosta ad Hannah fino alla morte.

Presentata in concorso alla 67esima edizione del Festival di Cannes e uscita nelle sale italiane nel 2015, la pellicola è uno sguardo alla vita matura di Turner, che si alterna tra lo studio londinese e gli instancabili viaggi, i bordelli e la pensione Boot, la Royal Academy e le tenute nobiliari, dove un aristocratico arriva a proporgli una montagna di sterline per acquistare tutte le sue opere, offerta che il pittore rifiuta. Il ritratto di una figura controversa quanto geniale, un artista bisbetico e asociale, ma capace di elevare l’arte della pittura paesaggistica e di affermare che “il sole è Dio”, frase con cui si conclude il film.

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